30/07/2020

Decreto Rilancio: 110% di incentivi per la pompa di calore ROBUR

Nelle ultime settimane si sono moltiplicati i documenti di regolamentazione dell’ormai notissimo Superbonus 110%. Il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Agenzia delle Entrate hanno emanato diversi documenti di consultazione e regolamentazione di questo meccanismo di incentivazione, chiarendo molti dei dubbi interpretativi sull'applicazione della super detrazione. Non tutto è ancora chiaro, ma certo adesso è possibile avere un quadro più dettagliato sui beneficiari, sulle unità immobiliari oggetto degli interventi, sulle modalità di cessione del credito e sconto in fattura, sulla documentazione da produrre per avere accesso alla detrazione fiscale.

 

 

Cerchiamo di sintetizzare i punti chiave di questa misura.

Innanzitutto chiariamo il concetto del 110%.

Com'è possibile una detrazione maggiore dell’intera somma spesa?

Ricordiamo che questa misura è prevista sotto forma di detrazione fiscale, ossia va ad abbassare il totale delle tasse che paghiamo annualmente. Quindi, a fronte di una spesa di 100, potremo mettere in detrazione una spesa pari a 110.

Attenzione: mettere in detrazione, cioè poter pagare meno tasse, non significa vedersi restituiti dei soldi, ma sottrarre dei soldi dal totale della tasse che dobbiamo annualmente al Fisco. A patto che, ovviamente, sia disponibile una capienza sufficiente, cioè avere effettivamente tasse da pagare di un ammontare maggiore rispetto a quanto andiamo a stornare grazie al Superbonus.

Più avanti illustreremo le modalità di accesso all'incentivo nel caso in cui non avessimo sufficiente capienza.

 

I beneficiari possono essere solamente persone fisiche, cioè soggetti che pagano l’Irpef; sono escluse le persone giuridiche, cioè le aziende, le imprese, i professionisti, le partite IVA.

Esistono alcune eccezioni, che riguardano i titolari di reddito d'impresa o professionale, che rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi effettuati dal condominio sulle parti comuni (l'esempio più classico è quello relativo al negozio sito al piano terra di un condominio in centro città).

 

Gli interventi devono essere realizzati su immobili adibiti ad abitazioni residenziali condominiali, unifamiliari o plurifamiliari purché questi ultimi siano considerati funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi.

Le unità immobiliari possono essere indifferentemente adibite a prima o seconda casa e l’accesso al Superbonus può essere esercitato non solo dai proprietari, ma anche dai detentori dell’immobile, dai nudi proprietari, da coloro che hanno un contratto d’uso o di locazione dell’immobile. Sono ammessi a fruire della detrazione anche i conviventi di fatto del possessore o del detentore. Limite massimo per ogni singolo beneficiario è il numero di immobili sul quale utilizzare il Superbonus: è ammesso un limite massimo di 2 unità immobiliari per ogni persona fisica. In questo modo si è concesso, ad esempio, a coloro che possiedono una unità immobiliare in condominio e una villetta al mare o in montagna (anche seconda casa), di poter beneficiare per entrambe del Superbonus 110%.

 

Gli interventi che possono accedere direttamente al 110% di detrazione sono tre, denominati “trainanti”:

1 – isolamento termico delle superfici opache degli edifici, purché riguardi almeno il 25% della superficie lorda disperdente. In altre parole bisogna realizzare il cappotto per almeno un quarto di tutta la superficie esterna dell’immobile.

2 – sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale centralizzato (significa che deve essercene uno già esistente) con un impianto di riscaldamento, condizionamento o produzione di acqua calda sanitaria sempre centralizzato realizzato con: caldaie a condensazione di classe A, pompe di calore anche in versione geotermica, o sistemi ibridi caldaia-pompa di calore.

3 – sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale in unità unifamiliari funzionalmente indipendenti (che deve quindi essere già esistente) con un impianto di riscaldamento, condizionamento o produzione di acqua calda sanitaria sempre centralizzato e realizzato con: pompe di calore, anche in versione geotermica oppure in alternativa caldaie a condensazione di classe A, sistemi ibridi caldaia-pompa di calore, impianti solari termici, microcogeneratori, generatori a biomassa, limitatamente ai Comuni ove questa tipologia di apparecchi è ammessa.

 

Il Superbonus è concesso per le spese effettuate all'interno di un periodo limitato di tempo: saranno agevolate le spese sostenute (e documentate) dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre del 2021, fatta eccezione solo per gli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari), per i quali il periodo del beneficio cessa al 30 giugno 2022.

 

Requisiti vincolanti per poter accedere al Superbonus sono:

- rispettare i requisiti tecnici minimi di prestazione relativi ai componenti e alle apparecchiature utilizzate , che dovranno essere certificati e asseverati da un tecnico abilitato

-  ottenere un miglioramento dell’efficienza dell’immobile, pari all'aumento di almeno 2 classi energetiche (oppure all'ottenimento della classe più alta ottenibile in caso l’immobile sia in classe A3). Questo requisito dovrà essere asseverato da un professionista per mezzo di una Attestazione di Prestazione Energetica (APE) pre intervento e una APE post intervento.

 

Ovviamente esistono massimali di spesa ammissibili: questi sono modulati in relazione al numero di unità immobiliari che costituiscono l’edificio e al tipo di intervento che si intende realizzare. Per l’isolamento termico i massimali di spesa vanno da 30.000 a 50.000 euro per ogni unità immobiliare, mentre i massimali sono compresi tra 15.000 e 20.000 euro, sempre per ogni unità immobiliare, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione. In caso di sostituzione dell’impianto di climatizzazione in un edificio unifamiliare o in una unità immobiliare indipendente, il massimale sale a 30.000 euro. Gli interventi sono sommabili, quindi coloro che decidono di realizzare sia il cappotto che la sostituzione dell’impianto, beneficeranno di una detrazione fino a 80.000 euro.

 

Un’altra importante novità di questo decreto è la possibilità di “gestione” del credito assunto. Il beneficiario potrà infatti optare per 3 diverse modalità di riscatto.

 

La prima è quella classica, cioè la messa in detrazione sul dovuto Irpef, dividendo la spesa complessiva sostenuta in 5 rate annue di pari importo (la detrazione del 65% prevede invece 10 anni). Dall'anno successivo a quello delle spese sostenute, il beneficiario quindi sottrarrà dalle tasse dovute il corrispettivo del 22% dell’importo complessivo delle spese, per i 5 anni successivi, per un totale detratto del 110%.

 

La seconda è quella di cessione del credito al fornitore, sotto forma di sconto in fattura. In questo caso il fornitore emetterà una fattura con uno sconto del 100%  e acquisirà il credito. Il fornitore potrà quindi decidere se metterlo in detrazione alle proprie tasse al 110%, oppure cedere il credito a sua volta al proprio fornitore, ad una banca o ad un intermediario finanziario. Ovviamente, in questi casi la cessione deve essere oggetto di un preventivo accordo tra chi detiene il credito e chi lo assume, in quanto nel decreto non vi è alcun obbligo imposto.

 

La terza opzione è rappresentata dalla cessione del credito da parte del beneficiario ad una banca o ad un intermediario finanziario, o altro soggetto (persona fisica o giuridica). Anche in questo caso, previo accordo tra le parti.

 

Questi due ultimi casi potrebbero essere molto utili a coloro che non hanno capienza Irpef, cioè non riuscirebbero a mettere in detrazione tutto l’importo annuo previsto poiché non hanno un sufficiente monte di tasse da pagare. Il decreto non ammette la possibilità di utilizzare la detrazione annua non usufruita anche negli anni successivi, quindi chi non ha capienza negli anni rischia di perdere la detrazione.

 

Infine, il decreto consente di estendere la detrazione del 110% anche ad altri interventi di risparmio energetico (cioè quelli all'interno degli ecobonus), denominati "trainati", se realizzati contestualmente ai tre precedentemente citati, cioè quelli trainanti. Ciò significa che per gli interventi, ad esempio, di sostituzione di serramenti e infissi, l’installazione di pannelli fotovoltaici, per i quali oggi la detrazione varia dal 50 al 65%, sarà possibile detrarre il 110% delle spese, se realizzati contestualmente al cappotto o alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale. Requisito indispensabile rimane, ovviamente, l'aumento di almeno due classi energetiche l'edificio, al quale potranno però partecipare, nel calcolo, anche gli interventi trainati.

 

La legge varata fornisce indiscutibili spinte verso il rinnovamento e la riqualificazione dei nostri immobili, notoriamente vetusti e quindi energivori.

Il Governo ha quindi scommesso che questa operazione contribuirà a fare ripartire l’economia, almeno per il comparto edilizia, portando un rinnovamento del nostro parco immobiliare residenziale, con positive ricadute anche sulla riduzione dei consumi energetici e le emissioni in atmosfera, che sono, tra l’altro, obiettivi europei contenuti nel Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) recentemente inviato in Europa per gli obiettivi energetici 2030.

I primi segnali sembrano incoraggianti, tanto che il Governo sta già lavorando per trovare la copertura finanziaria per estendere questo meccanismo almeno fino al 2023.

 

Ma quali sono i benefici per coloro che sceglieranno di installare una pompa di calore a gas ROBUR in sostituzione del vecchio impianto termico?

 

1 – Detrazione fiscale del 110%, da utilizzare in detrazione Irpef in 5 anni, oppure cedendo il 100% della spesa al fornitore o ad un banca.

 

2- La possibilità di raggiungere con estrema facilità il doppio salto di classe con la sola installazione delle pompe di calore, quasi certamente anche senza altri interventi di miglioramento energetico. L’efficienza delle pompe di calore ad assorbimento infatti è tale che la riduzione del fabbisogno di energia è molto significativo e tale da migliorare la classe energetica dell’edificio e in svariati casi anche di 2 classi senza alcun altro intervento.

 

3 - L’elevata temperatura di mandata ottenibile, consente di poter utilizzare i terminali esistenti, anche radiatori e termosifoni, senza doverli sostituire con un impianto radiante a pavimento che in molti casi è impossibile da realizzare.

 

4 – Possibilità di “spendere” fino a 30.000 euro per ogni unità abitativa, tetto massimo di spesa che potrà contenere, oltre  alla pompa di calore, anche spese per gli impianti meccanici, elettrici, elettronici, edili, di progettazione e asseverazione connessi all'intervento.

 

5 – Iniziare da subito a godere della riduzione dei consumi energetici ottenibili grazie alla tecnologia della pompa da calore ad assorbimento a gas e alla sua elevata efficienza. Rispetto ad una caldaia di tipo tradizionale i risparmi di combustibile possono arrivare al 50%.

 

6 – Nessuna modifica dell’impegno (contatore) elettrico, che presupporrebbe un costo fisso dovuto all'aumento di impegno, che non si estinguerebbe dopo 5 anni, ma rimarrebbe costante nel tempo.

 

7 –Utilizzo di una tecnologia che non usa gas refrigeranti climalteranti, non richiede patentino per la gestione dell’impianto con F-Gas e che quindi è assolutamente amica dell’ambiente.

 

8 – Dare ulteriore impulso alla nostra economia: ROBUR è una realtà aziendale italiana, radicata da oltre 60 anni sul nostro territorio e votata all’innovazione e allo sviluppo tecnologico, con capitali da sempre totalmente italiani. Uno dei tanti fiori all’occhiello della nostra solida, innovativa e produttiva industria nazionale.

 

Adesso o mai più: una pompa di calore per la tua casa, a costo zero, che ridurrà i tuoi consumi fino al 50%.