30/07/2020

Decreto Rilancio: 110% di incentivi per la pompa di calore ROBUR

Tra le innumerevoli novità introdotte dal Decreto Legge 19 maggio 2020 n.34, l’innalzamento delle detrazioni fiscali al 110% è certamente una delle misure più interessanti per dare un potente impulso alla ripresa dell’economia. La sua conversione in Legge, avvenuta il 18 luglio 2020 con la pubblicazione della Legge 14 luglio 2020 n. 77, rende a tutti gli effetti attuativo l'accesso al 110% di detrazione fiscale per taluni interventi di efficientamento energetico, ai quali le pompe di calore ad assorbimento a gas potranno dare un sostanziale e concreto contributo.

 

 

Cerchiamo di sintetizzare i punti chiave di questa misura.

Innanzitutto chiariamo il concetto del 110%.

Com'è possibile una detrazione maggiore dell’intera somma spesa?

Ricordiamo che questa misura è prevista sottoforma di detrazione fiscale, ossia va ad abbassare il totale delle tasse che paghiamo annualmente. Quindi, a fronte di una spesa di 100, potremo mettere in detrazione una spesa pari a 110. A patto che, ovviamente, sia disponibile una capienza sufficiente, cioè se abbiamo effettivamente tasse da pagare di un ammontare maggiore rispetto a quanto andiamo a stornare grazie al Superbonus.

Più avanti illustreremo le modalità di accesso all'incentivo nel caso in cui non avessimo sufficiente capienza.

 

I beneficiari possono essere solamente persone fisiche, cioè soggetti che pagano l’Irpef; sono escluse le persone giuridiche, cioè le aziende, le imprese, i professionisti, le partite IVA.

Esistono alcune eccezioni, che riguardano i titolari di reddito d'impresa o professionale, che rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi effettuati dal condominio sulle parti comuni (l'esempio più classico è quello relativo al negozio sito al piano terra di un condominio in centro città).

 

Gli interventi devono essere realizzati su immobili adibiti ad abitazioni residenziali condominiali, unifamiliari o plurifamiliari purché questi ultimi siano considerati funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi.

Mentre nel decreto legge 34/2020 le seconde case in edifici unifamiliari erano escluse, nella conversione in Legge questa esclusione è stata cassata, sostituita da un limite massimo di 2 unità immobiliari che possono beneficiare del 110% per ogni persona fisica. In questo modo si è concesso, ad esempio, a coloro che possiedono una casa in condominio e una villetta al mare o in montagna (seconda casa), di poter beneficiare per entrambe del Superbonus 110%.

 

Gli interventi che possono accedere direttamente al 110% di detrazione sono tre:

1 – isolamento termico delle superfici opache degli edifici, purché riguardi almeno il 25% della superficie lorda disperdente. In altre parole bisogna realizzare il cappotto per almeno un quarto di tutta la superficie esterna dell’immobile.

2 – sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale centralizzato (significa che deve essercene uno già esistente) con un impianto di riscaldamento, condizionamento o produzione di acqua calda sanitaria sempre centralizzato realizzato con: caldaie a condensazione di classe A, pompe di calore anche in versione geotermica, o sistemi ibridi caldaia-pompa di calore.

3 – sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale centralizzato (che deve quindi essere già esistente) con un impianto di riscaldamento, condizionamento o produzione di acqua calda sanitaria sempre centralizzato e realizzato con: pompe di calore, anche in versione geotermica oppure in alternativa caldaie a condensazione di classe A, sistemi ibridi caldaia-pompa di calore, impianti solari termici, microcogeneratori.

 

Il Superbonus è concesso per un periodo limitato nel tempo: saranno agevolate le spese sostenute (e documentate) dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre del 2021, fatta eccezione solo per gli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari), per i quali il periodo del beneficio cessa al 30 giugno 2022.

 

Requisito vincolante per poter accedere al Superbonus (oltre a quelli intrinsechi nell'efficienza delle apparecchiature) è di poter ottenere un miglioramento dell’efficienza dell’immobile, pari all'aumento di 2 classi energetiche (oppure all'ottenimento della classe più alta ottenibile). Questo requisito dovrà essere asseverato da un professionista per mezzo delle Attestazioni di Prestazione Energetica (APE). Lo stesso dicasi per il rispetto dei requisiti richiesti per le apparecchiature e i materiali utilizzati per l'intervento.

 

Ovviamente esistono massimali di spesa ammissibili: questi sono modulati in relazione al numero di unità immobiliari che costituiscono l’edificio e al tipo di intervento. Per l’isolamento termico i massimali di spesa vanno da 30.000 a 50.000 euro per ogni unità immobiliare, mentre i massimali sono compresi tra 15.000 e 20.000 euro, sempre per ogni unità immobiliare, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione. In caso di sostituzione dell’impianto di climatizzazione in un edificio unifamiliare o in una unità immobiliare indipendente, il massimale sale a 30.000 euro. Gli interventi sono sommabili, quindi coloro che decidono di realizzare sia il cappotto che la sostituzione dell’impianto, beneficeranno di una detrazione fino a 80.000 euro.

 

Un’altra importante novità di questo decreto è la possibilità di “gestione” del credito assunto. Il beneficiario potrà infatti optare per 3 diverse modalità di riscatto.

 

La prima è quella classica, cioè la messa in detrazione sul dovuto Irpef, dividendo la spesa complessiva sostenuta in 5 rate annue di pari importo (la detrazione del 65% prevede invece 10 anni).

 

La seconda è quella di cessione del credito al fornitore, sotto forma di sconto in fattura. In questo caso il fornitore emetterà una fattura con uno sconto del 100%  e acquisirà il credito. Il fornitore potrà quindi decidere se metterlo in detrazione alle proprie tasse al 110%, oppure cedere il credito a sua volta al proprio fornitore, ad una banca o ad un intermediario finanziario. Ovviamente, in questi casi la cessione deve essere oggetto di un preventivo accordo tra chi detiene il credito e chi lo assume, in quanto nel decreto non vi è alcun obbligo imposto.

 

La terza opzione è rappresentata dalla cessione del credito da parte del beneficiario ad una banca o ad un intermediario finanziario, o altro soggetto (persona fisica o giuridica). Anche in questo caso, previo accordo tra le parti.

 

Questi due ultimi casi potrebbero essere molto utili a coloro che non hanno capienza Irpef, cioè non riuscirebbero a mettere in detrazione tutto l’importo annuo previsto poiché non hanno un sufficiente monte di tasse da pagare. Il decreto non ammette la possibilità di utilizzare la detrazione annua non usufruita anche negli anni successivi, quindi chi non ha capienza negli anni rischia di perdere la detrazione.

 

Infine, il decreto consente di estendere la detrazione del 110% anche ad altri interventi di risparmio energetico, se realizzati contestualmente ai tre precedentemente citati. Ciò significa che per gli interventi di sostituzione di serramenti e infissi, l’installazione di pannelli fotovoltaici o panelli solari termici, per i quali oggi la detrazione varia dal 50 al 65%, sarà possibile detrarre il 110%, se realizzati insieme al cappotto o alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale. Requisito indispensabile rimane, ovviamente, l'aumento di almeno due classi energetiche l'edificio.

 

La legge varata fornisce indiscutibili spinte verso il rinnovamento e la riqualificazione dei nostri immobili, notoriamente vetusti e quindi energivori.

Il Governo ha quindi scommesso che questa operazione contribuirà a fare ripartire l’economia, almeno per il comparto edilizia, portando un rinnovamento del nostro parco immobiliare residenziale, con positive ricadute anche sulla riduzione dei consumi energetici e le emissioni in atmosfera, che sono, tra l’altro, obiettivi europei contenuti nel Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) recentemente inviato in Europa per gli obiettivi energetici 2030.

 

Quali sono i benefici per coloro che sceglieranno una pompa di calore a gas ROBUR?

1 – Detrazione fiscale del 110%, da utilizzare in detrazione Irpef in 5 anni, oppure cedendo il 100% della spesa al fornitore o ad un banca.

2 – Possibilità di “spendere” fino a 30.000 euro per ogni unità abitativa, tetto massimo di spesa che potrà contenere, oltre  alla pompa di calore, anche spese per gli impianti meccanici, elettrici, elettronici ed edili connessi e relativi all’intervento.

3 – Iniziare da subito a godere della riduzione dei consumi energetici ottenibili grazie alla tecnologia della pompa da calore ad assorbimento a gas e alla sua elevata efficienza. Rispetto ad una caldaia di tipo tradizionale i risparmi di combustibile possono arrivare al 50%.

4 – Nessuna modifica dell’impegno (contatore) elettrico, che presupporrebbe un costo fisso dovuto all’aumento di impegno, che non si estinguerebbe dopo 5 anni, ma rimarrebbe costante nel tempo.

5 –Utilizzo di una tecnologia che non usa gas refrigeranti climalteranti, non richiede patentino per la gestione dell’impianto con F-Gas e che quindi è assolutamente amica dell’ambiente.

6 – Dare ulteriore impulso alla nostra economia: ROBUR è una realtà aziendale italiana, radicata da oltre 60 anni sul nostro territorio e votata all’innovazione e allo sviluppo tecnologico, con capitali da sempre totalmente italiani. Uno dei tanti fiori all’occhiello della nostra solida, innovativa e produttiva industria nazionale.

 

Adesso o mai più: una pompa di calore per la tua casa, a costo zero, che ridurrà i tuoi consumi fino al 50%.