22/05/2020

Decreto Rilancio: 110% di incentivi per la pompa di calore ROBUR

Tra le innumerevoli novità introdotte dal Decreto Legge 19 maggio 2020 n.34, l’innalzamento delle detrazioni fiscali al 110% è certamente una delle misure più importanti per dare un potente impulso alla ripresa dell’economia.

 

Cerchiamo di sintetizzare i punti chiave di questa misura.

Innanzitutto chiariamo il concetto del 110%.

Com'è possibile una detrazione maggiore dell’intera somma spesa?

Ricordiamo che questa misura è prevista sottoforma di detrazione fiscale, quindi va ad abbassare il totale delle tasse che annualmente paghiamo. Quindi, a fronte di una spesa di 100, potremo mettere in detrazione una spesa pari a 110. Sempreché, ovviamente, abbiamo capienza sufficiente, cioè abbiamo tasse da pagare maggiori di quanto storniamo con il superbonus. Se non avessimo sufficiente capienza, vedremo più avanti come fare.

 

I beneficiari possono essere solamente delle persone fisiche, cioè soggetti che pagano l’Irpef; sono escluse le persone giuridiche, cioè le aziende, le imprese, i professionisti, le partite iva, per intenderci. Gli interventi devono essere realizzati su immobili adibiti ad abitazioni residenziali unifamiliari o condominiali. Sono escluse le seconde case se unifamiliari; possono rientrare le seconde case se inserite all'interno di un edificio condominiale.

 

Gli interventi che possono accedere direttamente al 110% di detrazione sono tre:

1 – isolamento termico delle superfici opache degli edifici, purché riguardi almeno il 25% della superficie lorda disperdente. In altre parole bisogna realizzare il cappotto per almeno un quarto di tutta la superficie esterna dell’immobile.

2 – sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale centralizzato (significa che deve essercene uno già esistente) con un impianto di riscaldamento, condizionamento o produzione di acqua calda sanitaria sempre centralizzato realizzato con: caldaie a condensazione di classe A, pompe di calore anche in versione geotermica, o sistemi ibridi caldaia-pompa di calore.

3 – sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale (significa che deve essercene uno già esistente) di una unità unifamiliare con un impianto dotato di pompa di calore, anche in versione geotermica o sistemi ibridi caldaia-pompa di calore. Sono escluse, in questo caso, le caldaie a condensazione.

 

Il superbonus è concesso per un periodo limitato nel tempo: saranno agevolate le spese sostenute (e documentate) dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre del 2021.

 

Requisito vincolante per poter accedere al superbonus (oltre a quelli che sono intrinsechi nell’efficienza delle apparecchiature) è di poter ottenere un miglioramento dell’efficienza dell’immobile, pari all’aumento di 2 classi energetiche (oppure all’ottenimento della classe più alta ottenibile). Questo requisito dovrà essere asseverato da un professionista per mezzo delle Attestazioni di Prestazione Energetica (APE). Lo stesso dicasi per il rispetto dei requisiti richiesti per le apparecchiature e i materiali utilizzati per l'intervento.

 

Ovviamente esistono massimali di spesa ammissibili: 60.000 euro per ogni unità immobiliare che costituisce l’edificio per l’isolamento termico, 30.000 euro, sempre per ogni unità immobiliare,  per la sostituzione degli impianti di climatizzazione.  Coloro che decidono di realizzare sia il cappotto che la sostituzione dell’impianto, beneficeranno di una detrazione fino a 90.000 euro.

 

Un’altra importante novità di questo decreto è la possibilità di “gestione” del credito assunto. Infatti il beneficiario, potrà optare per 3 diverse modalità di riscatto.

La prima è quella classica, cioè la messa in detrazione sul dovuto Irpef, dividendo la spesa complessiva sostenuta in 5 rate di pari importo (la precedente detrazione del 65% era prevista in 10 anni).

La seconda è quella di cederla al fornitore, sottoforma di sconto in fattura: in questo caso il fornitore emetterà una fattura con uno sconto del 100%  e acquisirà il credito. Il fornitore potrà poi decidere se metterlo in detrazione alle sue tasse al 110%, oppure cederlo a sua volta al proprio forniture, oppure cederlo ad una banca o ad un intermediario finanziario. Ovviamente, in questi casi la cessione deve essere oggetto di un preventivo accordo tra chi detiene il credito e chi lo assume, in quanto nel decreto non vi è alcun obbligo imposto.

La terza opzione è quella della cessione del credito da parte del beneficiario ad una banca o ad un intermediario finanziario. Anche in questo caso, previo accordo tra le parti.

 

Questi due ultimi casi potrebbero essere molto utili a coloro che non hanno capienza, cioè non riuscirebbero a mettere in detrazione tutto l’importo annuo previsto perché non hanno tasse da pagare. Il decreto non ammette la possibilità di utilizzare la detrazione annua non usufruita anche negli anni successivi, quindi chi non ha capienza negli anni rischia di perdere la detrazione.

 

Infine, il decreto consente di estendere la detrazione del 110% anche ad altri interventi di risparmio energetico, se realizzati contestualmente ai tre precedentemente citati. Ciò significa che per gli interventi di sostituzione di serramenti e infissi, l’installazione di pannelli fotovoltaici o panelli solari termici, per i quali oggi la detrazione varia dal 50 al 65%, sarà possibile detrarre il 110%, se realizzati insieme al cappotto o alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale (purché, ovviamente, si raggiunga il requisito di aumentare di almeno due classi energetiche l'edificio).

 

Il decreto fornisce indiscutibili spinte verso il rinnovamento e la riqualificazione dei nostri immobili, notoriamente molto vetusti e quindi energivori.

Il Governo ha quindi scommesso che questa operazione contribuirà a fare ripartire l’economia, almeno per il comparto edilizia, rinnoverà il nostro parco immobiliare residenziale, con positive ricadute anche sulla riduzione dei consumi energetici e le emissioni in atmosfera, che sono, tra l’altro, obiettivi europei contenuti nel Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) recentemente inviato in Europa per gli obiettivi energetici 2030.

 

Quali sono i benefici per coloro che sceglieranno una pompa di calore a gas ROBUR?

1 – Detrazione fiscale del 110%, da utilizzare in detrazione Irpef in 5 anni, oppure cedendo il 100% della spesa al fornitore o ad un banca.

2 – Possibilità di “spendere” fino a 30.000 euro per ogni unità abitativa, tetto massimo di spesa che potrà contenere, oltre  alla pompa di calore, anche spese per gli impianti meccanici, elettrici, elettronici ed edili connessi e relativi all’intervento.

3 – Iniziare da subito a godere della riduzione dei consumi energetici ottenibili grazie alla tecnologia della pompa da calore ad assorbimento a gas e alla sua elevata efficienza. Rispetto ad una caldaia di tipo tradizionale i risparmi di combustibile possono arrivare al 50%.

4 – Nessuna modifica dell’impegno (contatore) elettrico, che presupporrebbe un costo fisso dovuto all’aumento di impegno, che non si estinguerebbe dopo 5 anni, ma rimarrebbe costante nel tempo.

5 –Utilizzo di una tecnologia che non usa gas refrigeranti climalteranti, non richiede patentino per la gestione dell’impianto con F-Gas e che quindi è assolutamente amica dell’ambiente.

6 – Dare ulteriore impulso alla nostra economia: ROBUR è una realtà aziendale italiana, radicata da oltre 60 anni sul nostro territorio e votata all’innovazione e allo sviluppo tecnologico, con capitali da sempre totalmente italiani. Uno dei tanti fiori all’occhiello della nostra solida, innovativa e produttiva industria nazionale.

 

Adesso o mai più: una pompa di calore per la tua casa, a costo zero, che ridurrà i tuoi consumi fino al 50%.